mercoledì 8 gennaio 2014
CEFALEA E OSTEOPATIA
In casi di cefalea il trattamento manipolativo osteopatico è particolarmente efficace, non presenta particolari effetti collaterali ed è generalmente ritenuto gradevole per il paziente. Inoltre è particolarmente indicato per chi voglia evitare gli effetti collaterali dei farmaci sintomatici (es. danno alla mucosa dello stomaco) e dei farmaci profilattici (sonnolenza, aumento dell’appetito e del peso).Il trattamento osteopatico si rileva efficace per tutte le cefalee facenti parte del gruppo delle cefalee primarie e le nevralgie primitive. L’approccio dell’Osteopata al paziente affetto da cefalea è olistico, cioè tiene conto di tutto il corpo e non solo della testa, perché la causa, o concausa, può risiedere altrove. Tale approccio è necessariamente individuale, mirato sulle problematiche della persona, in presenza dei sintomi della cefalea. L'Osteopatia classifica le cefalee nel seguente modo:cefalee meccaniche di tipo miotensivo cioè determinate dalla tensione dei muscoli cervicali o dorsali alticefalee legate alla cavità buccale in relazione con problemi mandibolaricefalee legate a problemi sinusoidali provocati dalla congestione dei seni paranasali e frontalicefalee dipendenti da esiti di colpi di frusta (Wiplash) che porteranno ad una modificazione dell' atteggiamento posturalecefalee circolatorie dipendenti da disfunzioni del sistema arterioso o venoso cranicocefalee nervose legate a problematiche riguardanti nervi cranici quali il trigemino il cui territorio d'innervazione investe la fronte, le orbite, gli zigomi ed ha relazioni con patologie dentalicefalee di origine oculare in relazione con l'accomodazione del cristallino (nevralgia di Arnold) o in relazione con i muscoli dell' oculocefalogiria quali gli sternocleidomastoidei, i trapezi ed i muscoli suboccipitalicefalee riflesse tra le quali le più conosciute sono quelle legate a problemi viscerali cioè in correlazione con lo stomaco, il fegato, la colecisti, l'intestino cieco, il colon e il sigma, in quanto tutti questi organi hanno come vettore anatomico il nervo vago.La profonda conoscenza delle relazioni tra le varie parti del corpo permette all'osteopata di poter individuare, con estrema precisione, la causa primaria che ha determinato la cefalea. Focalizzando il trattamento nella zona colpita dalla cefalea, attraverso l'utilizzo di tecniche manuali molto dolci ma incisive e nel pieno rispetto dell'equilibrio fisiologico delle varie strutture, l'approccio terapeutico osteopatico porta ad una graduale ma definitiva regressione del problema
lunedì 6 gennaio 2014
osteopatia e cicatrici
Osteopatia e Cicatrici
Salve a tutti oggi vi parlo delle cicatrici, perché sono sicura che nessuno sa che l'Osteopatia si occupa anche di esse.La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell'epidermide. Oltre a lasciare un'impronta fisica sul corpo della persona, ha anche una ripercussione emotiva, in quanto impressa in essa c'è l'evento che l'ha scaturita.La cicatrice crea delle aderenze, che se non vengono trattate dal punto di vista osteopatico, possono limitare in qualche modo i movimenti dei tessuti, dei visceri e delle articolazioni. Infatti il trattamento delle cicatrici non prevede l'eliminazione della cicatrice stessa, ma fa sì che essa non diventi la causa di dolori ad altri distretti del corpo. Essa può diventare un fulcro che attira a sé tutte le tensioni, creando problematiche anche a distanza. Il trattamento è di tipo fasciale e prevede tre azioni principali: allungare la cicatrice trasversalmente, allungare la cicatrice longitudinalmente e scollare la cicatrice. Questa operazione viene fatta non solo quando la cicatrice è diventata la causa di un dolore in un'altra parte del corpo, ma anche come prevenzione per evitare che ciò accada.
Salve a tutti oggi vi parlo delle cicatrici, perché sono sicura che nessuno sa che l'Osteopatia si occupa anche di esse.La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell'epidermide. Oltre a lasciare un'impronta fisica sul corpo della persona, ha anche una ripercussione emotiva, in quanto impressa in essa c'è l'evento che l'ha scaturita.La cicatrice crea delle aderenze, che se non vengono trattate dal punto di vista osteopatico, possono limitare in qualche modo i movimenti dei tessuti, dei visceri e delle articolazioni. Infatti il trattamento delle cicatrici non prevede l'eliminazione della cicatrice stessa, ma fa sì che essa non diventi la causa di dolori ad altri distretti del corpo. Essa può diventare un fulcro che attira a sé tutte le tensioni, creando problematiche anche a distanza. Il trattamento è di tipo fasciale e prevede tre azioni principali: allungare la cicatrice trasversalmente, allungare la cicatrice longitudinalmente e scollare la cicatrice. Questa operazione viene fatta non solo quando la cicatrice è diventata la causa di un dolore in un'altra parte del corpo, ma anche come prevenzione per evitare che ciò accada.
sabato 4 gennaio 2014
TUNNEL CARPALE E OSTEOPATIA
Il Tunnel carpale
Il tunnel carpale è una patologia diffusa che si riscontra mediamente nel cinque per cento della popolazione. E’ una patologia dolorosa che spesso viene curata tramite intervento chirurgico ma ad oggi esistono delle valide alternative per agire gradatamente in maniera efficace e non traumatica.Innanzitutto è necessario sapere che nella grande maggioranza dei casi la sindrome del tunnel carpale può essere tenuta sotto controllo adottando la corretta postura di schiena, braccia e mani durante le molte ore che si trascorrono davanti al computer utilizzando il mouse: si tratta infatti di una neuropatia causata da compressione o irritazione del nervo mediano nella zona del polso in cui i nervi passano nel cosiddetto canale carpale.E’ importante riconoscere per tempo i sintomi del tunnel carpale in modo da poter intervenire con una terapia osteopatica o fisioterapica in modo da interrompere il processo di infiammazione e scongiurare la necessità di un intervento chirurgico, quindi è opportuno tenere sotto controllo la comparsa di sintomi come parestesie (ovvero i formicolii), scosse e torpore.In ogni caso esistono terapie di manipolazione alternative alla chirurgia, vediamo in cosa consistono.- L’allineamento frizionato è una tecnica fisioterapica che consiste in una serie di manovre articolari che vanno ad agire direttamente sulla patologia che è la causa dei disturbi: agendo nella zona del nervo mediano inducendo movimenti selettivi e applicando pressione in maniera progressiva è possibile ripristinare la situazione di allineamento propria della zona del polso, rendendo i movimenti fluidi e recuperando la funzionalità dee terminazioni nervose e degli arti. Si tratta di una tecnica che può essere effettuata direttamente in ambulatorio, ha l’indubbio vantaggio di non essere dolorosa e va eseguita a giorni alterni per un esiguo numero di sedute (indicativamente cinque) della durata di pochi minuti. Questa tecnica è molto efficace, si avverte infatti un significativo miglioramento già dopo la seconda seduta e si porta a compimento dopo, di norma, cinque sedute, inoltre non va ripetuta perchè ha effetto esattamente come lo avrebbe un intervento chirurgico.- Il trattamento osteopatico in caso di dolore alla mano ed al polso consiste in un trattamento manipolativo del tratto cervicale, che è nella maggior parte dei casi la zona responsabile della sindrome del tunnel carpale. Il trattamento può essere effettuato mediamente due volte alla settimana e può portare alla guarigione in un tempo di tre o quattro settimane.
Il tunnel carpale è una patologia diffusa che si riscontra mediamente nel cinque per cento della popolazione. E’ una patologia dolorosa che spesso viene curata tramite intervento chirurgico ma ad oggi esistono delle valide alternative per agire gradatamente in maniera efficace e non traumatica.Innanzitutto è necessario sapere che nella grande maggioranza dei casi la sindrome del tunnel carpale può essere tenuta sotto controllo adottando la corretta postura di schiena, braccia e mani durante le molte ore che si trascorrono davanti al computer utilizzando il mouse: si tratta infatti di una neuropatia causata da compressione o irritazione del nervo mediano nella zona del polso in cui i nervi passano nel cosiddetto canale carpale.E’ importante riconoscere per tempo i sintomi del tunnel carpale in modo da poter intervenire con una terapia osteopatica o fisioterapica in modo da interrompere il processo di infiammazione e scongiurare la necessità di un intervento chirurgico, quindi è opportuno tenere sotto controllo la comparsa di sintomi come parestesie (ovvero i formicolii), scosse e torpore.In ogni caso esistono terapie di manipolazione alternative alla chirurgia, vediamo in cosa consistono.- L’allineamento frizionato è una tecnica fisioterapica che consiste in una serie di manovre articolari che vanno ad agire direttamente sulla patologia che è la causa dei disturbi: agendo nella zona del nervo mediano inducendo movimenti selettivi e applicando pressione in maniera progressiva è possibile ripristinare la situazione di allineamento propria della zona del polso, rendendo i movimenti fluidi e recuperando la funzionalità dee terminazioni nervose e degli arti. Si tratta di una tecnica che può essere effettuata direttamente in ambulatorio, ha l’indubbio vantaggio di non essere dolorosa e va eseguita a giorni alterni per un esiguo numero di sedute (indicativamente cinque) della durata di pochi minuti. Questa tecnica è molto efficace, si avverte infatti un significativo miglioramento già dopo la seconda seduta e si porta a compimento dopo, di norma, cinque sedute, inoltre non va ripetuta perchè ha effetto esattamente come lo avrebbe un intervento chirurgico.- Il trattamento osteopatico in caso di dolore alla mano ed al polso consiste in un trattamento manipolativo del tratto cervicale, che è nella maggior parte dei casi la zona responsabile della sindrome del tunnel carpale. Il trattamento può essere effettuato mediamente due volte alla settimana e può portare alla guarigione in un tempo di tre o quattro settimane.
venerdì 3 gennaio 2014
Cosa cura l'Osteopatia
Cosa cura l'Osteopatia
Il termine osteopatia, letteralmente malattia delle ossa, è un termine che può trarre in inganno perchè si può pensare che questa branca della medicina curi le osteopatie come le osteoporosi, osteosclerosi o le osteolisi.
In realtà, nonostante l'apparente ambiguità, il termine è stato coniato dal dottor Still per indicare non tanto la cura delle alterazioni della struttura dell'osso, quanto la cura delle modificazioni della biomeccanica dell'osso, ovvero alterazioni della normale posizione, funzione, mobilità, propriocettività e microfrequenza di un segmento osseo.
Queste ultime sono responsabili di molti tipi di rachialgie meccaniche cioè dei dolori della colonna vertebrale di origine muscolare (algie muscolo-tensive da alterazioni della postura) capsulo-ligamentare (disfunzioni cinetiche vertebrali o sublussazioni o disturbi intervertebrali minori o discinesie) o riflessa (sindrome cellulo-periosto-mialgica).
Le patologie biomeccaniche delle ossa sono così la causa di sindromi fibro-mialgiche responsabili di molti tipi di dolori cervicali, dorsali e lombari, pseudosciatalgie, scoliosi antalgiche, sindrome da deficenza posturale, ma anche di altri dolori delle articolazioni, come artriti a carattere non infiammatorio, molti tipi di dolori alla spalla, alla articolazione temporo mandibolare, all'anca, al ginocchio, dolori coccigei e intercostali, formicolii agli arti, strappi e rigidità muscolare, distorsioni, talloniti, per arrivare alle cefalee muscolo-tensive ed alcuni tipi di emicranie, al serramento dei denti o bruxismo, e agli stati ansiosi e depressivi.
Il trattamento osteopatico è meno efficace quando la causa del dolore vertebrale è una patologia ortopedica come fratture, lussazioni, ernie discali, anomalie ossee congenite, o dolori riflessi alla colonna a causa di patologie renali, urogenitali, del grosso intestino, dell'anca, aneurismi dell'aorta addominale, infezioni e neoplasie.
Le manipolazioni osteopatiche, infine, non sono in grado di trattare le patologie reumatologiche cioè le malattie articolari ed ossee di origine metabolica, infiammatoria o infettiva per le quali il trattamento d'elezione è una adeguata terapia farmacologica.
La cura di tali patologie biomeccaniche delle ossa responsabili dei dolori miofasciali ai tempi di Still, avveniva attraverso manipolazioni prevalentemente di tipo strutturale e viscerale.
Negli anni ‘30, per merito di William Garner Sutherland D.O. La specialità manipolativa osteopatica ha compiuto degli enormi progressi grazie all'introduzione delle manipolazione delle ossa del cranio, con le quali si trattano sia i dolori muscolari della colonna vertebrale sia alcuni tipi di cefalee ed emicranie.
Con queste manipolazioni cranali si trattano inoltre alcune affezioni parafisiologiche e parapatologiche come turbe funzionali neurovegetative (stitichezza, gastriti, disturbi mestruali, nausea, etc), neurologiche (atonia, ipercinesia, bruxismo, etc.), psichiche (dislessia, disgrafia, agorafobia, difficoltà di concentrazione, perdita di sonno e di memoria, depressione, etc.), neuro-vascolari, cardio-circolatorie (dispnea e stanchezza), oftalmiche (astigmatismi, diplopie, nistagmi, scotomi, glaucomi, etc.), propriocettive (dismetrie, errori di apprezzamento dello schema corporeo, pseudovertigini, etc.), ORL (ronzii, ipoacusie, otiti, sinusiti, etc.).
Tali manipolazioni craniali hanno permesso di velocizzare i risultati del trattamento osteopatico riducendo notevolmente il numero delle sedute, al massimo 3 o 4, nonchè i pericoli di recidive.
Tuttavia un osteopata americano che fu tra i primi allievi di Still, il dottor Palmer, non ritenne opportuno introdurre nei suoi trattamenti le manipolazioni viscerali e craniali; fu così che decise di fondare la Chiropratica, branca dell'osteopatia che utilizza solamente la parte più obsoleta delle manipolazioni osteopatiche, cioè le manipolazioni strutturali.
L'Osteopatia è basata sulla conoscenza della fisiologia e della patologia osteopatica e si può nell'insieme considerare una scienza ed una tecnica che ha dimostrato, nel corso degli anni, la sua efficacia e a tale titolo è riconosciuta dalla O.M.S.
Il termine osteopatia, letteralmente malattia delle ossa, è un termine che può trarre in inganno perchè si può pensare che questa branca della medicina curi le osteopatie come le osteoporosi, osteosclerosi o le osteolisi.
In realtà, nonostante l'apparente ambiguità, il termine è stato coniato dal dottor Still per indicare non tanto la cura delle alterazioni della struttura dell'osso, quanto la cura delle modificazioni della biomeccanica dell'osso, ovvero alterazioni della normale posizione, funzione, mobilità, propriocettività e microfrequenza di un segmento osseo.
Queste ultime sono responsabili di molti tipi di rachialgie meccaniche cioè dei dolori della colonna vertebrale di origine muscolare (algie muscolo-tensive da alterazioni della postura) capsulo-ligamentare (disfunzioni cinetiche vertebrali o sublussazioni o disturbi intervertebrali minori o discinesie) o riflessa (sindrome cellulo-periosto-mialgica).
Le patologie biomeccaniche delle ossa sono così la causa di sindromi fibro-mialgiche responsabili di molti tipi di dolori cervicali, dorsali e lombari, pseudosciatalgie, scoliosi antalgiche, sindrome da deficenza posturale, ma anche di altri dolori delle articolazioni, come artriti a carattere non infiammatorio, molti tipi di dolori alla spalla, alla articolazione temporo mandibolare, all'anca, al ginocchio, dolori coccigei e intercostali, formicolii agli arti, strappi e rigidità muscolare, distorsioni, talloniti, per arrivare alle cefalee muscolo-tensive ed alcuni tipi di emicranie, al serramento dei denti o bruxismo, e agli stati ansiosi e depressivi.
Il trattamento osteopatico è meno efficace quando la causa del dolore vertebrale è una patologia ortopedica come fratture, lussazioni, ernie discali, anomalie ossee congenite, o dolori riflessi alla colonna a causa di patologie renali, urogenitali, del grosso intestino, dell'anca, aneurismi dell'aorta addominale, infezioni e neoplasie.
Le manipolazioni osteopatiche, infine, non sono in grado di trattare le patologie reumatologiche cioè le malattie articolari ed ossee di origine metabolica, infiammatoria o infettiva per le quali il trattamento d'elezione è una adeguata terapia farmacologica.
La cura di tali patologie biomeccaniche delle ossa responsabili dei dolori miofasciali ai tempi di Still, avveniva attraverso manipolazioni prevalentemente di tipo strutturale e viscerale.
Negli anni ‘30, per merito di William Garner Sutherland D.O. La specialità manipolativa osteopatica ha compiuto degli enormi progressi grazie all'introduzione delle manipolazione delle ossa del cranio, con le quali si trattano sia i dolori muscolari della colonna vertebrale sia alcuni tipi di cefalee ed emicranie.
Con queste manipolazioni cranali si trattano inoltre alcune affezioni parafisiologiche e parapatologiche come turbe funzionali neurovegetative (stitichezza, gastriti, disturbi mestruali, nausea, etc), neurologiche (atonia, ipercinesia, bruxismo, etc.), psichiche (dislessia, disgrafia, agorafobia, difficoltà di concentrazione, perdita di sonno e di memoria, depressione, etc.), neuro-vascolari, cardio-circolatorie (dispnea e stanchezza), oftalmiche (astigmatismi, diplopie, nistagmi, scotomi, glaucomi, etc.), propriocettive (dismetrie, errori di apprezzamento dello schema corporeo, pseudovertigini, etc.), ORL (ronzii, ipoacusie, otiti, sinusiti, etc.).
Tali manipolazioni craniali hanno permesso di velocizzare i risultati del trattamento osteopatico riducendo notevolmente il numero delle sedute, al massimo 3 o 4, nonchè i pericoli di recidive.
Tuttavia un osteopata americano che fu tra i primi allievi di Still, il dottor Palmer, non ritenne opportuno introdurre nei suoi trattamenti le manipolazioni viscerali e craniali; fu così che decise di fondare la Chiropratica, branca dell'osteopatia che utilizza solamente la parte più obsoleta delle manipolazioni osteopatiche, cioè le manipolazioni strutturali.
L'Osteopatia è basata sulla conoscenza della fisiologia e della patologia osteopatica e si può nell'insieme considerare una scienza ed una tecnica che ha dimostrato, nel corso degli anni, la sua efficacia e a tale titolo è riconosciuta dalla O.M.S.
La tenosinovite
La tenosinovite è l’infiammazione della guaina sinoviale al cui interno scorre il tendine (non tutti i tendini ne sono provvisti). Questa guaina si presenta dunque ispessita per fenomeni degenerativi e infiammatori. A causa dell’ispessimento della guaina il tendine può non scorrere bene e quindi verificarsi il cosiddetto “dito a scatto” che interessa i tendini flessori delle dita della mano.La tenosinovite colpisce soprattutto i tendini della mano e del piede, a livello del polso, delle metacarpo falangee e del collo piede. Sintomatologia:dolore spontaneo, specie da sforzo, con conseguente limitazione o sospensione delle attività,dolore alla pressione del tendine interessato;il tendine spesso è ispessito e con una superficie irregolare (rigonfiamento);a volte può esserci anche la presenza di tumefazione sottocutanea causata dall’edema del tessuto peritendineo;nelle tenosinoviti ci può essere il cosiddetto dito a scatto,nelle tendinosi pure la sintomatologia può essere scarsa o addirittura assente. Trattamento:Nei casi più lievi riposo per due settimane e ghiaccio per 3-4 giorni per 40 min (20’-pausa-20’) 3-4 volte al giorno.Trattamento fisioterapico con: ultrasuono, ionoforesi,tecarterapia, laser, massaggio trasverso profondo (MTP cyriax), massaggio funzionale, kinesiotaping, kinesiterapia mediante trattamento con esercizi eccentrici. Riposo funzionale attivo (cyclette o nuoto) in sostituzione momentanea della propria attività sportiva, quindi riduzione del carico.Nel caso dell’arto inferiore considerare la possibilità di utilizzo di: plantari; talloniere in silicone per la tendinopatia dell’achilleo; tutori tipo chopat strap o aircast per la tendinopatia rotulea o tutori per l’epicondilite.Correzione degli eventuali fattori intrinseci o estrinseci, della flessibilità di uno o più gruppi muscolari, delle anormalità biomeccaniche e del gesto atletico.
giovedì 2 gennaio 2014
MAL DI SCHIENA E OSTEOPATIA
L'obiettivo della diagnosi osteopatica è quello di stabilire con successo le diverse cause (tra cui impianti di risalita) che inducono allo sviluppo e alla manutenzione del dolore nel paziente.Per arrivare a questa diagnosi l'osteopata continuerà a ripetere la domanda "perché"?Ecco un elenco parziale delle cause più comuni che possono sviluppare una punto di vista osteopatico sul mal di schiena:blocco della mobilità vertebraleblocco del bacino (sacro-iliaco, sinfisi pubica);attaccamento di un nervo (sciatica, femorale);disfunzione articolare dell’anca, ginocchio, caviglia/piede;disfunzioni delle curve vertebrali (iperlordosi e ipercifosi, atteggiamento scoliotico o verticalizzazione della colonna);attaccamento viscerale (spasmi del colon sigmoideo, fissazione del rene, congestione pelvica);aderenze cicatriziali (taglio cesareo, appendicectomia);comprendere lo stile di vita del paziente (lavoro, postura, alimentazione, stress...).Il vostro osteopata deciderà quale sarà per voi il miglior percorso terapeutico, basandosi sulle sue qualità palpatorie, di osservazione e diagnosi; non sottovalutando, comunque, ove necessario, il ricorso a più approfondite valutazioni tipo RMN, TAC, indirizzandovi a colleghi professionisti (Neurologi, Ortopedici etc).Il trattamento osteopatico è spesso il più efficace intervento per provare a correggere questo genere di problemi. La maggior parte delle persone pensa che il dolore alla schiena sia il risultato di un trauma.In realtà, ci sono molte malattie che si manifestano con i sintomi del mal di schiena, o problemi pelvici:dolori addominalistati di ansiaartritespondilosi cervicale o lombareproblemi dermatologicipatologie renalicondizioni reumatichetumori.Gli osteopati sono esperti nel diagnosticare problemi che possono richiedere ulteriori accertamenti o trattamenti medici. In questo caso, il trattamento osteopatico è comunque utile per far diminuire il dolore o lo stress che queste patologie comportano, includendo tecniche manuali di manipolazione e mobilizzazione articolare, muscolare e dei tessuti molli. Compito dell’osteopata non è solo quello di somministrare il trattamento, ma anche quello di dare consigli su come mantenere i risultati ottenuti, tramite, ad esempio, della ginnastica osteopatica etc. La procedura di trattamento osteopatico consta di queste tre fasi:Profilassi PosturaleRiduzione con manipolazioneMantenimento della riduzione
lunedì 14 ottobre 2013
Sintomi guida associati alla fibromialgia
Sintomi guida associati alla fibromialgia
Il dolore nella fibromialgia non ha confini. I pazienti sofferenti lo descrivono come un dolore profondo e lancinante, sordo, bruciante. Spesso il dolore e la rigidità sono peggiori al mattino, ed i gruppi muscolari dolenti usualmente sono quelli usati più ripetitivamente. Spesso il paziente fibromialgico soffre di dolore cronico ad ampio raggio in aree come: l’alta schiena, le spalle, il collo, la bassa schiena ed altre aree intorno alle articolazioni. Frase tipica è “ Mi duole dappertutto”.
La Fatica
Questo sintomo può essere lieve in alcuni pazienti ed incapacitante in altri. La fatica viene descritta come “ Ho il cervello stanco” ed il paziente si sente senza alcuna energia. Alcuni pazienti descrivono la sensazione di avere come dei monoliti al posto delle loro braccia e gambe, altri hanno grandi difficoltà nel concentrarsi. La fatica è comunque un sintomo comune nei pazienti fibromialgici e può essere così intensa da interferire in maniera grave nelle attività quotidiane.
Questo sintomo può essere lieve in alcuni pazienti ed incapacitante in altri. La fatica viene descritta come “ Ho il cervello stanco” ed il paziente si sente senza alcuna energia. Alcuni pazienti descrivono la sensazione di avere come dei monoliti al posto delle loro braccia e gambe, altri hanno grandi difficoltà nel concentrarsi. La fatica è comunque un sintomo comune nei pazienti fibromialgici e può essere così intensa da interferire in maniera grave nelle attività quotidiane.
Disturbi del Sonno
La maggior parte dei pazienti sofferenti di fibromialgia hanno un disturbo del sonno chiamato anomalia-alfa dell’ EEG. Questa anomalia è stata scoperta in un laboratorio del sonno con l’aiuto di un’apparecchiatura che registrava le onde cerebrali del paziente durante il sonno. I ricercatori hanno trovato che i pazienti con la sindrome della fibromialgia possono addormentarsi senza difficoltà ma nel loro livello profondo o stadio 4 il sonno veniva costantemente interrotto da scatti di veglia. Il modello suddetto è diverso da quello di pazienti con depressione.
La maggior parte dei pazienti sofferenti di fibromialgia hanno un disturbo del sonno chiamato anomalia-alfa dell’ EEG. Questa anomalia è stata scoperta in un laboratorio del sonno con l’aiuto di un’apparecchiatura che registrava le onde cerebrali del paziente durante il sonno. I ricercatori hanno trovato che i pazienti con la sindrome della fibromialgia possono addormentarsi senza difficoltà ma nel loro livello profondo o stadio 4 il sonno veniva costantemente interrotto da scatti di veglia. Il modello suddetto è diverso da quello di pazienti con depressione.
Colon Irritabile
Costipazione, diarrea, frequenti dolori addominali, gas nell’intestino, e nausea rappresentano sintomi ritrovati in circa il 55% dei pazienti fibromialgici.
Costipazione, diarrea, frequenti dolori addominali, gas nell’intestino, e nausea rappresentano sintomi ritrovati in circa il 55% dei pazienti fibromialgici.
Cefalea e emicrania Cronica
Tali sintomi sono ricorrenti nel 50% dei pazienti fibromialgici.
Tali sintomi sono ricorrenti nel 50% dei pazienti fibromialgici.
Sindrome della disfunzione dell’ATM
Questa sindrome causa dei fortissimi dolori al volto ed alla testa di circa il 25% dei pazienti sofferenti di fibromialgia. Si possono riscontrare dei punti dolenti (tender-point) in loco dell’articolazione temporomandibolare su circa il 90% dei pazienti affetti, comunque tali sensibilità sono da relazionare ad i legamenti ed i muscoli piuttosto che all’articolazione in sé.
Questa sindrome causa dei fortissimi dolori al volto ed alla testa di circa il 25% dei pazienti sofferenti di fibromialgia. Si possono riscontrare dei punti dolenti (tender-point) in loco dell’articolazione temporomandibolare su circa il 90% dei pazienti affetti, comunque tali sensibilità sono da relazionare ad i legamenti ed i muscoli piuttosto che all’articolazione in sé.
Sensitività agli odori, suoni, luci, medicamenti e vari cibi sono riscontrate in circa il 50% dei pazienti fibromialgici.
Altri Sintomi Comuni
Dismenorrea, dolori al petto, rigidità mattutina, squilibri della memoria e cognitivi, intontimento, vescica irritabile, occhi e bocca asciutti, difficoltà di coordinazione, vertigini etc.
Dismenorrea, dolori al petto, rigidità mattutina, squilibri della memoria e cognitivi, intontimento, vescica irritabile, occhi e bocca asciutti, difficoltà di coordinazione, vertigini etc.
COME PUO’ AIUTARVI L’OSTEOPATIA ?
La cosa fondamentale nel trattamento della fibromialgia per l’osteopatia è di dare il sollievo e la gestione del dolore. Rilassare le tensioni e ridurre lo stress a livello connettivale e miofasciale è il compito immediato per l’Osteopata, questo tramite manipolazioni, mobilizzazioni e pressioni in punti particolari del corpo, nonché tramite il “Positional Release”. La correzione posturale è fondamentale anch’essa, per ben distribuire i carichi in maniera corretta, senza così avere zone di maggior tensione. Inoltre compito dell’Osteopata è quello d’insegnare ai pazienti sofferenti di fibromialgia, come gestire da soli il dolore, tutto questo per rendere consapevoli e autonomi i pazienti. Elettive sono le tecniche d’osteopatia craniale.
Le tecniche di ginnastica posturale osteopatica, fanno parte del protocollo Osteopatico nei casi di fibromialgia.
E’ importante ricordare inoltre, che tale sindrome non ha solo una base muscolo-connettivale, ma anche biochimica, spesso è importante ed utile assumere degli antiossidanti d’altissima qualità e biodisponibilità. La teoria della Disfunzione Deossigenativa-Ossidativa (ODD) basata sul concetto di difficoltà nel metabolismo dell’ossigeno a livello cellulare come causa della fibromialgia è attendibile (teoria del Dr. Majid Ali Capital University of Integrative Medicine, Washington D.C. USA), quindi un apporto elevato d’antiossidanti, che migliora la qualità e la quantità d’ossigeno a livello cellulare è auspicabile. Per quanto riguarda il dolore sicuramente la natura ci fornisce come sempre delle risposte e degli aiuti validi e sani nel caso specifico il succo della pianta del Noni potrà essere di aiuto
La cosa fondamentale nel trattamento della fibromialgia per l’osteopatia è di dare il sollievo e la gestione del dolore. Rilassare le tensioni e ridurre lo stress a livello connettivale e miofasciale è il compito immediato per l’Osteopata, questo tramite manipolazioni, mobilizzazioni e pressioni in punti particolari del corpo, nonché tramite il “Positional Release”. La correzione posturale è fondamentale anch’essa, per ben distribuire i carichi in maniera corretta, senza così avere zone di maggior tensione. Inoltre compito dell’Osteopata è quello d’insegnare ai pazienti sofferenti di fibromialgia, come gestire da soli il dolore, tutto questo per rendere consapevoli e autonomi i pazienti. Elettive sono le tecniche d’osteopatia craniale.
Le tecniche di ginnastica posturale osteopatica, fanno parte del protocollo Osteopatico nei casi di fibromialgia.
E’ importante ricordare inoltre, che tale sindrome non ha solo una base muscolo-connettivale, ma anche biochimica, spesso è importante ed utile assumere degli antiossidanti d’altissima qualità e biodisponibilità. La teoria della Disfunzione Deossigenativa-Ossidativa (ODD) basata sul concetto di difficoltà nel metabolismo dell’ossigeno a livello cellulare come causa della fibromialgia è attendibile (teoria del Dr. Majid Ali Capital University of Integrative Medicine, Washington D.C. USA), quindi un apporto elevato d’antiossidanti, che migliora la qualità e la quantità d’ossigeno a livello cellulare è auspicabile. Per quanto riguarda il dolore sicuramente la natura ci fornisce come sempre delle risposte e degli aiuti validi e sani nel caso specifico il succo della pianta del Noni potrà essere di aiuto
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