domenica 12 gennaio 2014
TAPING ELASTICO
La tecnica di applicazione del taping elastico trova la sua massima esplicazione come coadiuvante di varie attività professionali, che operano sia a livello sanitario, parasanitario, rieducativo e sportivo. Il taping elastico viene usato in ambito sportivo, prima, durante e dopo il gesto atletico, applicato con tecniche diverse. Prima e durante per preparare e prevenire i tessuti che saranno maggiormente reclutati nella prestazione, dopo per defaticarli. Nelle terapie manuali e fisioterapiche il taping elastico rappresenta la componente aggiuntiva alle tecniche specifiche utilizzate nella normale professione. Questo metodo è in grado di aumentare gli effetti delle terapie, e prolungante le correzioni effettuate. Nella posturologia le applicazioni di taping elastico, continuano lo stimolo che è stato attivato dalle sedute di rieducazione posturale specifiche. Questo metodo non è da intendersi come vincolo alla posizione ideale, ma come feedback neurologico che stimola le naturali risorse dell’organismo. Nelle patologie circolatorie ha la funzione di favorire il drenaggio dei liquidi in eccesso, attivando una notevole risposta linfodrenante. Questo principio può essere utilizzato in tutte quelle situazioni che generano edema, che siano o meno di tipo traumatologico, e nelle contusioni per velocizzare il processo di redistribuzione dell’ematoma. Nelle patologie vertebrali e nelle rachialgie l’applicazione del taping elastico, oltre a diminuire l’ipertono muscolare tramite una decompressione degli strati tissutali, può avere un buon effetto stabilizzante nelle patologie che lo richiedono. L’applicazione del taping elastico favorisce una migliore circolazione sanguigna e linfatica nell’area trattata, riduce l’eccesso di calore tramite la riduzione di attrito che segue il sollevamento della pelle, e favorisce la rimozione di sostanze chimiche presenti nei tessuti insultati. Il taping elastico deve essere visto come una tecnica aggiuntiva, che favorisce il processo di autoguarigione dell’organismo, e non come una terapia elettiva.
mercoledì 8 gennaio 2014
CONSIGLI UTILI ED IMPORTANTI IN ETA' DI CRESCITA
Consigli utili ed importanti:
- Evitare l'uso del succhiotto,eventuamente scegliere uno anatomico e non a goccia per non "allenare" la lingua in modo errato.La lingua normalmente deve puntare sul palato dietro agli incisivi superiori in questo modo faciliterà la fonazione,la deglutizione,la respirazione,la mormale conformazione del palato e delle arcate dentarie,
l'attegiamento del capo.
- Mai forare la tettarella nell'intenzione di nutrire velocemente il bambino per evitare che il piccolo si difenda dal rischio di annegamento nel latte spingendo la lingua in modo sbagliato per otturare il foro troppo grosso.
- Favorire il gattonamento del bambino
- Acquistare scarpe prive di qualsiasi rialzo.
I bambini in età scolare devono assumere attegiamenti posturali corretti mentre studiano e leggono;
- i piedi devono poggiare completamente sul pavimento o sulla sbarra poggia piedi;
- gli avambracci devono essere poggiati sul banco;
- il tavolo e la scrivania devono essere della giusta altezza,possibilmente con un piano inclinabile o,con un leggio sul quale appoggiare i libri;
- la schiena deve essere ben poggiata allo schienale della sedia e non curva sul banco;
- gli oggetti che si usano devono trovarsi sul banco ed essere facilmente raggiungibili;
- qualsiasi posizione fissa non deve essere mantenuta a lungo;
- nei bambini lo zaino non dovrebbe superare il 10% del loro peso corporeo e consigliabile trasportarlo con un carrellino o usare uno zaino tipo trolly.
l'attegiamento del capo.
- Mai forare la tettarella nell'intenzione di nutrire velocemente il bambino per evitare che il piccolo si difenda dal rischio di annegamento nel latte spingendo la lingua in modo sbagliato per otturare il foro troppo grosso.
- Favorire il gattonamento del bambino
- Acquistare scarpe prive di qualsiasi rialzo.
I bambini in età scolare devono assumere attegiamenti posturali corretti mentre studiano e leggono;
- i piedi devono poggiare completamente sul pavimento o sulla sbarra poggia piedi;
- gli avambracci devono essere poggiati sul banco;
- il tavolo e la scrivania devono essere della giusta altezza,possibilmente con un piano inclinabile o,con un leggio sul quale appoggiare i libri;
- la schiena deve essere ben poggiata allo schienale della sedia e non curva sul banco;
- gli oggetti che si usano devono trovarsi sul banco ed essere facilmente raggiungibili;
- qualsiasi posizione fissa non deve essere mantenuta a lungo;
- nei bambini lo zaino non dovrebbe superare il 10% del loro peso corporeo e consigliabile trasportarlo con un carrellino o usare uno zaino tipo trolly.
CEFALEA E OSTEOPATIA
In casi di cefalea il trattamento manipolativo osteopatico è particolarmente efficace, non presenta particolari effetti collaterali ed è generalmente ritenuto gradevole per il paziente. Inoltre è particolarmente indicato per chi voglia evitare gli effetti collaterali dei farmaci sintomatici (es. danno alla mucosa dello stomaco) e dei farmaci profilattici (sonnolenza, aumento dell’appetito e del peso).Il trattamento osteopatico si rileva efficace per tutte le cefalee facenti parte del gruppo delle cefalee primarie e le nevralgie primitive. L’approccio dell’Osteopata al paziente affetto da cefalea è olistico, cioè tiene conto di tutto il corpo e non solo della testa, perché la causa, o concausa, può risiedere altrove. Tale approccio è necessariamente individuale, mirato sulle problematiche della persona, in presenza dei sintomi della cefalea. L'Osteopatia classifica le cefalee nel seguente modo:cefalee meccaniche di tipo miotensivo cioè determinate dalla tensione dei muscoli cervicali o dorsali alticefalee legate alla cavità buccale in relazione con problemi mandibolaricefalee legate a problemi sinusoidali provocati dalla congestione dei seni paranasali e frontalicefalee dipendenti da esiti di colpi di frusta (Wiplash) che porteranno ad una modificazione dell' atteggiamento posturalecefalee circolatorie dipendenti da disfunzioni del sistema arterioso o venoso cranicocefalee nervose legate a problematiche riguardanti nervi cranici quali il trigemino il cui territorio d'innervazione investe la fronte, le orbite, gli zigomi ed ha relazioni con patologie dentalicefalee di origine oculare in relazione con l'accomodazione del cristallino (nevralgia di Arnold) o in relazione con i muscoli dell' oculocefalogiria quali gli sternocleidomastoidei, i trapezi ed i muscoli suboccipitalicefalee riflesse tra le quali le più conosciute sono quelle legate a problemi viscerali cioè in correlazione con lo stomaco, il fegato, la colecisti, l'intestino cieco, il colon e il sigma, in quanto tutti questi organi hanno come vettore anatomico il nervo vago.La profonda conoscenza delle relazioni tra le varie parti del corpo permette all'osteopata di poter individuare, con estrema precisione, la causa primaria che ha determinato la cefalea. Focalizzando il trattamento nella zona colpita dalla cefalea, attraverso l'utilizzo di tecniche manuali molto dolci ma incisive e nel pieno rispetto dell'equilibrio fisiologico delle varie strutture, l'approccio terapeutico osteopatico porta ad una graduale ma definitiva regressione del problema
lunedì 6 gennaio 2014
osteopatia e cicatrici
Osteopatia e Cicatrici
Salve a tutti oggi vi parlo delle cicatrici, perché sono sicura che nessuno sa che l'Osteopatia si occupa anche di esse.La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell'epidermide. Oltre a lasciare un'impronta fisica sul corpo della persona, ha anche una ripercussione emotiva, in quanto impressa in essa c'è l'evento che l'ha scaturita.La cicatrice crea delle aderenze, che se non vengono trattate dal punto di vista osteopatico, possono limitare in qualche modo i movimenti dei tessuti, dei visceri e delle articolazioni. Infatti il trattamento delle cicatrici non prevede l'eliminazione della cicatrice stessa, ma fa sì che essa non diventi la causa di dolori ad altri distretti del corpo. Essa può diventare un fulcro che attira a sé tutte le tensioni, creando problematiche anche a distanza. Il trattamento è di tipo fasciale e prevede tre azioni principali: allungare la cicatrice trasversalmente, allungare la cicatrice longitudinalmente e scollare la cicatrice. Questa operazione viene fatta non solo quando la cicatrice è diventata la causa di un dolore in un'altra parte del corpo, ma anche come prevenzione per evitare che ciò accada.
Salve a tutti oggi vi parlo delle cicatrici, perché sono sicura che nessuno sa che l'Osteopatia si occupa anche di esse.La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell'epidermide. Oltre a lasciare un'impronta fisica sul corpo della persona, ha anche una ripercussione emotiva, in quanto impressa in essa c'è l'evento che l'ha scaturita.La cicatrice crea delle aderenze, che se non vengono trattate dal punto di vista osteopatico, possono limitare in qualche modo i movimenti dei tessuti, dei visceri e delle articolazioni. Infatti il trattamento delle cicatrici non prevede l'eliminazione della cicatrice stessa, ma fa sì che essa non diventi la causa di dolori ad altri distretti del corpo. Essa può diventare un fulcro che attira a sé tutte le tensioni, creando problematiche anche a distanza. Il trattamento è di tipo fasciale e prevede tre azioni principali: allungare la cicatrice trasversalmente, allungare la cicatrice longitudinalmente e scollare la cicatrice. Questa operazione viene fatta non solo quando la cicatrice è diventata la causa di un dolore in un'altra parte del corpo, ma anche come prevenzione per evitare che ciò accada.
sabato 4 gennaio 2014
TUNNEL CARPALE E OSTEOPATIA
Il Tunnel carpale
Il tunnel carpale è una patologia diffusa che si riscontra mediamente nel cinque per cento della popolazione. E’ una patologia dolorosa che spesso viene curata tramite intervento chirurgico ma ad oggi esistono delle valide alternative per agire gradatamente in maniera efficace e non traumatica.Innanzitutto è necessario sapere che nella grande maggioranza dei casi la sindrome del tunnel carpale può essere tenuta sotto controllo adottando la corretta postura di schiena, braccia e mani durante le molte ore che si trascorrono davanti al computer utilizzando il mouse: si tratta infatti di una neuropatia causata da compressione o irritazione del nervo mediano nella zona del polso in cui i nervi passano nel cosiddetto canale carpale.E’ importante riconoscere per tempo i sintomi del tunnel carpale in modo da poter intervenire con una terapia osteopatica o fisioterapica in modo da interrompere il processo di infiammazione e scongiurare la necessità di un intervento chirurgico, quindi è opportuno tenere sotto controllo la comparsa di sintomi come parestesie (ovvero i formicolii), scosse e torpore.In ogni caso esistono terapie di manipolazione alternative alla chirurgia, vediamo in cosa consistono.- L’allineamento frizionato è una tecnica fisioterapica che consiste in una serie di manovre articolari che vanno ad agire direttamente sulla patologia che è la causa dei disturbi: agendo nella zona del nervo mediano inducendo movimenti selettivi e applicando pressione in maniera progressiva è possibile ripristinare la situazione di allineamento propria della zona del polso, rendendo i movimenti fluidi e recuperando la funzionalità dee terminazioni nervose e degli arti. Si tratta di una tecnica che può essere effettuata direttamente in ambulatorio, ha l’indubbio vantaggio di non essere dolorosa e va eseguita a giorni alterni per un esiguo numero di sedute (indicativamente cinque) della durata di pochi minuti. Questa tecnica è molto efficace, si avverte infatti un significativo miglioramento già dopo la seconda seduta e si porta a compimento dopo, di norma, cinque sedute, inoltre non va ripetuta perchè ha effetto esattamente come lo avrebbe un intervento chirurgico.- Il trattamento osteopatico in caso di dolore alla mano ed al polso consiste in un trattamento manipolativo del tratto cervicale, che è nella maggior parte dei casi la zona responsabile della sindrome del tunnel carpale. Il trattamento può essere effettuato mediamente due volte alla settimana e può portare alla guarigione in un tempo di tre o quattro settimane.
Il tunnel carpale è una patologia diffusa che si riscontra mediamente nel cinque per cento della popolazione. E’ una patologia dolorosa che spesso viene curata tramite intervento chirurgico ma ad oggi esistono delle valide alternative per agire gradatamente in maniera efficace e non traumatica.Innanzitutto è necessario sapere che nella grande maggioranza dei casi la sindrome del tunnel carpale può essere tenuta sotto controllo adottando la corretta postura di schiena, braccia e mani durante le molte ore che si trascorrono davanti al computer utilizzando il mouse: si tratta infatti di una neuropatia causata da compressione o irritazione del nervo mediano nella zona del polso in cui i nervi passano nel cosiddetto canale carpale.E’ importante riconoscere per tempo i sintomi del tunnel carpale in modo da poter intervenire con una terapia osteopatica o fisioterapica in modo da interrompere il processo di infiammazione e scongiurare la necessità di un intervento chirurgico, quindi è opportuno tenere sotto controllo la comparsa di sintomi come parestesie (ovvero i formicolii), scosse e torpore.In ogni caso esistono terapie di manipolazione alternative alla chirurgia, vediamo in cosa consistono.- L’allineamento frizionato è una tecnica fisioterapica che consiste in una serie di manovre articolari che vanno ad agire direttamente sulla patologia che è la causa dei disturbi: agendo nella zona del nervo mediano inducendo movimenti selettivi e applicando pressione in maniera progressiva è possibile ripristinare la situazione di allineamento propria della zona del polso, rendendo i movimenti fluidi e recuperando la funzionalità dee terminazioni nervose e degli arti. Si tratta di una tecnica che può essere effettuata direttamente in ambulatorio, ha l’indubbio vantaggio di non essere dolorosa e va eseguita a giorni alterni per un esiguo numero di sedute (indicativamente cinque) della durata di pochi minuti. Questa tecnica è molto efficace, si avverte infatti un significativo miglioramento già dopo la seconda seduta e si porta a compimento dopo, di norma, cinque sedute, inoltre non va ripetuta perchè ha effetto esattamente come lo avrebbe un intervento chirurgico.- Il trattamento osteopatico in caso di dolore alla mano ed al polso consiste in un trattamento manipolativo del tratto cervicale, che è nella maggior parte dei casi la zona responsabile della sindrome del tunnel carpale. Il trattamento può essere effettuato mediamente due volte alla settimana e può portare alla guarigione in un tempo di tre o quattro settimane.
venerdì 3 gennaio 2014
Cosa cura l'Osteopatia
Cosa cura l'Osteopatia
Il termine osteopatia, letteralmente malattia delle ossa, è un termine che può trarre in inganno perchè si può pensare che questa branca della medicina curi le osteopatie come le osteoporosi, osteosclerosi o le osteolisi.
In realtà, nonostante l'apparente ambiguità, il termine è stato coniato dal dottor Still per indicare non tanto la cura delle alterazioni della struttura dell'osso, quanto la cura delle modificazioni della biomeccanica dell'osso, ovvero alterazioni della normale posizione, funzione, mobilità, propriocettività e microfrequenza di un segmento osseo.
Queste ultime sono responsabili di molti tipi di rachialgie meccaniche cioè dei dolori della colonna vertebrale di origine muscolare (algie muscolo-tensive da alterazioni della postura) capsulo-ligamentare (disfunzioni cinetiche vertebrali o sublussazioni o disturbi intervertebrali minori o discinesie) o riflessa (sindrome cellulo-periosto-mialgica).
Le patologie biomeccaniche delle ossa sono così la causa di sindromi fibro-mialgiche responsabili di molti tipi di dolori cervicali, dorsali e lombari, pseudosciatalgie, scoliosi antalgiche, sindrome da deficenza posturale, ma anche di altri dolori delle articolazioni, come artriti a carattere non infiammatorio, molti tipi di dolori alla spalla, alla articolazione temporo mandibolare, all'anca, al ginocchio, dolori coccigei e intercostali, formicolii agli arti, strappi e rigidità muscolare, distorsioni, talloniti, per arrivare alle cefalee muscolo-tensive ed alcuni tipi di emicranie, al serramento dei denti o bruxismo, e agli stati ansiosi e depressivi.
Il trattamento osteopatico è meno efficace quando la causa del dolore vertebrale è una patologia ortopedica come fratture, lussazioni, ernie discali, anomalie ossee congenite, o dolori riflessi alla colonna a causa di patologie renali, urogenitali, del grosso intestino, dell'anca, aneurismi dell'aorta addominale, infezioni e neoplasie.
Le manipolazioni osteopatiche, infine, non sono in grado di trattare le patologie reumatologiche cioè le malattie articolari ed ossee di origine metabolica, infiammatoria o infettiva per le quali il trattamento d'elezione è una adeguata terapia farmacologica.
La cura di tali patologie biomeccaniche delle ossa responsabili dei dolori miofasciali ai tempi di Still, avveniva attraverso manipolazioni prevalentemente di tipo strutturale e viscerale.
Negli anni ‘30, per merito di William Garner Sutherland D.O. La specialità manipolativa osteopatica ha compiuto degli enormi progressi grazie all'introduzione delle manipolazione delle ossa del cranio, con le quali si trattano sia i dolori muscolari della colonna vertebrale sia alcuni tipi di cefalee ed emicranie.
Con queste manipolazioni cranali si trattano inoltre alcune affezioni parafisiologiche e parapatologiche come turbe funzionali neurovegetative (stitichezza, gastriti, disturbi mestruali, nausea, etc), neurologiche (atonia, ipercinesia, bruxismo, etc.), psichiche (dislessia, disgrafia, agorafobia, difficoltà di concentrazione, perdita di sonno e di memoria, depressione, etc.), neuro-vascolari, cardio-circolatorie (dispnea e stanchezza), oftalmiche (astigmatismi, diplopie, nistagmi, scotomi, glaucomi, etc.), propriocettive (dismetrie, errori di apprezzamento dello schema corporeo, pseudovertigini, etc.), ORL (ronzii, ipoacusie, otiti, sinusiti, etc.).
Tali manipolazioni craniali hanno permesso di velocizzare i risultati del trattamento osteopatico riducendo notevolmente il numero delle sedute, al massimo 3 o 4, nonchè i pericoli di recidive.
Tuttavia un osteopata americano che fu tra i primi allievi di Still, il dottor Palmer, non ritenne opportuno introdurre nei suoi trattamenti le manipolazioni viscerali e craniali; fu così che decise di fondare la Chiropratica, branca dell'osteopatia che utilizza solamente la parte più obsoleta delle manipolazioni osteopatiche, cioè le manipolazioni strutturali.
L'Osteopatia è basata sulla conoscenza della fisiologia e della patologia osteopatica e si può nell'insieme considerare una scienza ed una tecnica che ha dimostrato, nel corso degli anni, la sua efficacia e a tale titolo è riconosciuta dalla O.M.S.
Il termine osteopatia, letteralmente malattia delle ossa, è un termine che può trarre in inganno perchè si può pensare che questa branca della medicina curi le osteopatie come le osteoporosi, osteosclerosi o le osteolisi.
In realtà, nonostante l'apparente ambiguità, il termine è stato coniato dal dottor Still per indicare non tanto la cura delle alterazioni della struttura dell'osso, quanto la cura delle modificazioni della biomeccanica dell'osso, ovvero alterazioni della normale posizione, funzione, mobilità, propriocettività e microfrequenza di un segmento osseo.
Queste ultime sono responsabili di molti tipi di rachialgie meccaniche cioè dei dolori della colonna vertebrale di origine muscolare (algie muscolo-tensive da alterazioni della postura) capsulo-ligamentare (disfunzioni cinetiche vertebrali o sublussazioni o disturbi intervertebrali minori o discinesie) o riflessa (sindrome cellulo-periosto-mialgica).
Le patologie biomeccaniche delle ossa sono così la causa di sindromi fibro-mialgiche responsabili di molti tipi di dolori cervicali, dorsali e lombari, pseudosciatalgie, scoliosi antalgiche, sindrome da deficenza posturale, ma anche di altri dolori delle articolazioni, come artriti a carattere non infiammatorio, molti tipi di dolori alla spalla, alla articolazione temporo mandibolare, all'anca, al ginocchio, dolori coccigei e intercostali, formicolii agli arti, strappi e rigidità muscolare, distorsioni, talloniti, per arrivare alle cefalee muscolo-tensive ed alcuni tipi di emicranie, al serramento dei denti o bruxismo, e agli stati ansiosi e depressivi.
Il trattamento osteopatico è meno efficace quando la causa del dolore vertebrale è una patologia ortopedica come fratture, lussazioni, ernie discali, anomalie ossee congenite, o dolori riflessi alla colonna a causa di patologie renali, urogenitali, del grosso intestino, dell'anca, aneurismi dell'aorta addominale, infezioni e neoplasie.
Le manipolazioni osteopatiche, infine, non sono in grado di trattare le patologie reumatologiche cioè le malattie articolari ed ossee di origine metabolica, infiammatoria o infettiva per le quali il trattamento d'elezione è una adeguata terapia farmacologica.
La cura di tali patologie biomeccaniche delle ossa responsabili dei dolori miofasciali ai tempi di Still, avveniva attraverso manipolazioni prevalentemente di tipo strutturale e viscerale.
Negli anni ‘30, per merito di William Garner Sutherland D.O. La specialità manipolativa osteopatica ha compiuto degli enormi progressi grazie all'introduzione delle manipolazione delle ossa del cranio, con le quali si trattano sia i dolori muscolari della colonna vertebrale sia alcuni tipi di cefalee ed emicranie.
Con queste manipolazioni cranali si trattano inoltre alcune affezioni parafisiologiche e parapatologiche come turbe funzionali neurovegetative (stitichezza, gastriti, disturbi mestruali, nausea, etc), neurologiche (atonia, ipercinesia, bruxismo, etc.), psichiche (dislessia, disgrafia, agorafobia, difficoltà di concentrazione, perdita di sonno e di memoria, depressione, etc.), neuro-vascolari, cardio-circolatorie (dispnea e stanchezza), oftalmiche (astigmatismi, diplopie, nistagmi, scotomi, glaucomi, etc.), propriocettive (dismetrie, errori di apprezzamento dello schema corporeo, pseudovertigini, etc.), ORL (ronzii, ipoacusie, otiti, sinusiti, etc.).
Tali manipolazioni craniali hanno permesso di velocizzare i risultati del trattamento osteopatico riducendo notevolmente il numero delle sedute, al massimo 3 o 4, nonchè i pericoli di recidive.
Tuttavia un osteopata americano che fu tra i primi allievi di Still, il dottor Palmer, non ritenne opportuno introdurre nei suoi trattamenti le manipolazioni viscerali e craniali; fu così che decise di fondare la Chiropratica, branca dell'osteopatia che utilizza solamente la parte più obsoleta delle manipolazioni osteopatiche, cioè le manipolazioni strutturali.
L'Osteopatia è basata sulla conoscenza della fisiologia e della patologia osteopatica e si può nell'insieme considerare una scienza ed una tecnica che ha dimostrato, nel corso degli anni, la sua efficacia e a tale titolo è riconosciuta dalla O.M.S.
La tenosinovite
La tenosinovite è l’infiammazione della guaina sinoviale al cui interno scorre il tendine (non tutti i tendini ne sono provvisti). Questa guaina si presenta dunque ispessita per fenomeni degenerativi e infiammatori. A causa dell’ispessimento della guaina il tendine può non scorrere bene e quindi verificarsi il cosiddetto “dito a scatto” che interessa i tendini flessori delle dita della mano.La tenosinovite colpisce soprattutto i tendini della mano e del piede, a livello del polso, delle metacarpo falangee e del collo piede. Sintomatologia:dolore spontaneo, specie da sforzo, con conseguente limitazione o sospensione delle attività,dolore alla pressione del tendine interessato;il tendine spesso è ispessito e con una superficie irregolare (rigonfiamento);a volte può esserci anche la presenza di tumefazione sottocutanea causata dall’edema del tessuto peritendineo;nelle tenosinoviti ci può essere il cosiddetto dito a scatto,nelle tendinosi pure la sintomatologia può essere scarsa o addirittura assente. Trattamento:Nei casi più lievi riposo per due settimane e ghiaccio per 3-4 giorni per 40 min (20’-pausa-20’) 3-4 volte al giorno.Trattamento fisioterapico con: ultrasuono, ionoforesi,tecarterapia, laser, massaggio trasverso profondo (MTP cyriax), massaggio funzionale, kinesiotaping, kinesiterapia mediante trattamento con esercizi eccentrici. Riposo funzionale attivo (cyclette o nuoto) in sostituzione momentanea della propria attività sportiva, quindi riduzione del carico.Nel caso dell’arto inferiore considerare la possibilità di utilizzo di: plantari; talloniere in silicone per la tendinopatia dell’achilleo; tutori tipo chopat strap o aircast per la tendinopatia rotulea o tutori per l’epicondilite.Correzione degli eventuali fattori intrinseci o estrinseci, della flessibilità di uno o più gruppi muscolari, delle anormalità biomeccaniche e del gesto atletico.
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