giovedì 16 maggio 2013

Tre mosse per scendere dal letto la mattina

 | pubblicato da:Massimo Valente

Quante volte avete provato mal di schiena e dolori cervicali scendendo dal letto la mattina? Spesso questo dipende da movimenti sbagliati e precipitosi al risveglio. Basterebbero pochi accorgimenti per evitare questa sensazione e iniziare meglio la giornata.
L'osteopata consiglia 3 movimenti per scendere dal letto senza caricare eccessivamente e improvvisamente la colonna vertebrale dopo tante ore in scarico:

1. Rotolare di fianco, senza sollevare la testa dal lettino;


2. Flettere gli arti inferiori in modo da portare le gambe fuori dal letto; 

3. Sedersi, cercando di tenere la testa sul letto e facendo partire il movimento dal bacino

Sollevandosi ci si può aiutare con l'appoggio delle mani come illustrato nella figura.

martedì 14 maggio 2013

Come comporre un detersivo "fai da te"

Come comporre un detersivo "fai da te"

Interessanti le ricette per detersivi BioAllegri.
Eccone una:
Detersivo piatti e lavastoviglie “fai da te”:
3 limoni, 400 ml di acqua, 200 gr di sale, 100 ml di aceto bianco
Tagliare i limoni in 4-5 pezzi togliendo solo i semi e mantenendo la buccia (è più facile se tagliate il limone a rondelle)
Frullarli con un mixer insieme ad un po' di acqua e al sale.
Mettere la poltiglia in una pentola, aggiungere tutta l'acqua e l'aceto e far bollire per circa 10 minuti girando con una frusta perchè non si attacchi. Quando si è addensato e un pò raffreddato mettere in vasetti di vetro e usarne due cucchiai da minestra per la lavastoviglie e a piacere per i piatti a mano.
E' anche un ottimo anticalcare per il lavello e la stufa soprattutto se sono inox.
Usare,a parte, un pò di detersivo ecologico per piatti a mano, se i piatti da pulire sono unti (per togliere il grasso, infatti, ci vogliono i tensioattivi).
Ricordate che le soluzioni acide, come quella del detersivo fatto con aceto e limone, hanno una composizione chimica opposta a quella del detersivo piatti classico, sia chimico che eco, quindi non vanno usati insieme.
O si usa solo il detersivo classico per piatti, o si pretratta con il detersivo fai da te, ma senza mescolare i due prodotti. Stessa accortezza in lavastoviglie: o si usa il detersivo fai date, o si usa la polvere lavastoviglie.

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domenica 12 maggio 2013

DOLORI MESTRUALI in osteopatia




DOLORI MESTRUALI


La Dismenorrea o dolori mestruali affliggono moltissime donne nel mondo, con una sintomatologia comune (crampi nella parte bassa dell’addome e molto spesso alla schiena ed alle cosce).
Questi dolori possono durare da poche ore a 5 / 7 giorni al mese.
Le donne possono fare esperienza tra l’altro di:
- Mal di testa
- Diarrea
- Nausea
- Gonfiori
- Depressione
- Minzione frequente
- Irritabilità
- Dolori Pelvici

I motivi di tale disagio possono essere vari.
Lo scopo dell’osteopata è quello di determinare se la dismenorrea sia causata da uno squilibrio muscolo scheletrico.

Restrizioni nella pelvi ed a livello lombare possono direttamente interessare la funzionalità nervosa, la tensione muscolare ed il flusso sanguigno in quell’area. La restrizione della mobilità e l’aumentata tensione muscolare fanno diminuire la capacità del sangue e dei liquidi linfatici di drenare la pelvi con conseguente congestione e gonfiore. La congestione a sua volta promuove infiammazione ed irritazione dei nervi con conseguente maggiorata sensitività nervosa al dolore. I muscoli del pavimento pelvico e della bassa schiena diventano sempre più tesi a causa della irritazione ed infiammazione dei nervi, cosicché le articolazioni delle zone suddette sono sempre più bloccate, mantenendo, di conseguenza, il ciclo del dolore.

Il trattamento osteopatico è mirato ad interrompere questo ciclo:

- Diminuendo la restrizione di movimento della pelvi e della zona lombare
- Diminuendo la tensione muscolare
- Aumentando la capacità del sangue e della linfa di scorrere e quindi di drenare
- Diminuendo l’irritazione dei nervi
- Diminuendo la congestione, l’infiammazione ed il dolore

venerdì 10 maggio 2013

TRAUMI SPORTIVI: L'OSTEOPATA AIUTA AL RECUPERO

Traumi sportivi: l'Osteopatia aiuta al recupero

Sono oltre 4 milioni i praticanti di sport in Italia. Questi i dati sulla pratica sportiva pubblicati dal CONI e aggiornati al 2008, in riferimento alle Federazioni sportive nazionali (FSN) e alle Discipline Sportive Associate (DSA), cioè una parte importante dell’attività sportiva italiana che si caratterizza maggiormente per impegno agonistico, presenza di strutture e personale di sostegno alla pratica attiva e articolazione strutturale ed organizzativa dell’attività svolta. Secondo il 1° rapporto “Sport e Società” del Censis, invece, sono 17milioni 170.000mila i cittadini italiani in età pari o superiore ai tre anni che affermano di aver praticato con continuità  saltuariamente uno o più sport, pari a poco più del 30% del totale della popolazione. Di questi più di 11 milioni (il 20.1%) lo fanno con continuità, mentre circa sei milioni (10.1%) praticano sport saltuariamente.
A fronte di questi dati in crescita, se da un lato lo sport è certamente fonte di benessere per chiunque lo pratichi, dall’altra è vero anche che intense attività fisiche possono provocare traumi sportivi continui e recidivanti se non correttamente gestiti, sia per l'atleta professionista che per lo sportivo amatoriale.
L'osteopata individua gli squilibri biomeccanici e risolvere i disturbi neurofisiologici dello sportivo agendo sulla struttura articolare, fasciale, viscerale, cranio sacrale. La visita Osteopatica preventiva e il trattamento manipolativo osteopatico consentono di prevenire e aiutare i casi di lesioni sportive. Non a caso sono sempre di più le Società Sportive Professionistiche che arruolano l’osteopata all’interno dello staff sanitario, una figura indispensabile in ambito preventivo pre gara e curativo post gara, contribuendo alla salute dell’atleta  evitando la recidiva degli infortuni durante l’anno agonistico.

Traumi distorsivi, infiammazioni tendinee, problematiche di tipo posturale, problemi muscolari sono i problemi più frequenti sui quali agisce l’osteopatia, una disciplina che per la sua natura olistica, trova nella gestione delle patologie dello sport uno dei maggiori ambiti di applicazione.

Prevenzione

I traumi sportivi possono essere anche dovuti a lesioni da carico errato o da sovraccarico, oppure da piccoli traumi a cui generalmente non si dà il giusto peso, ma che per un’atleta possono essere più gravosi. Il corpo dello sportivo è predisposto da un punto di vista statistico e neurofisiologico al trauma; le cause possono essere ricercate in abitudini alimentari scorrette, esiti di chirurgia o di interventi odontoiatrici, microtraumi ripetuti. Occorre molta attenzione a qualsiasi stiramento o contrattura durante gli allenamenti, è corretto utilizzare attrezzature specifiche e  indumenti adatti al tipo di sport che si pratica consultando il proprio allenatore e l`osteopata.E’ l’osteopata che dopo la visita e il trattamento, può consigliare un piano di mantenimento ed un  monitoraggio periodico da parte dell`atleta dei piccoli traumi che coinvolgono la colonna vertebrale, legamenti, muscoli o articolazione.

Il Trattamento Manipolativo Osteopatico per gli sportivi

Scopo del trattamento Manipolativo Osteopatico nello sport (OMT) è il ripristino delle disfunzioni articolari e fasciali, il mantenimento di una buona ergonomia e postura durante gli allenamenti e la gara, eliminare gli adattamenti, garantire la facilità di recupero dopo la fatica della gara con un ritmo Cranio Sacrale regolare.

mercoledì 8 maggio 2013

DOLORE AL GINOCCHIO O GONALGIA



DOLORE AL GINOCCHIO O GONALGIA
COS’E’ Giovani o vecchi, atleti o sedentari, la maggior parte delle persone soffre o ha sofferto di dolore alle gionocchia, detta gonalgia.
In uno studio effetuato su 120 pazienti ben il 70% soffriva di dolori osteo-muscolari suddivisi in questo modo: il 45% lombalgia, il 14% coxalgia, 36% gonalgia, il rimanente di podalgia.
Delle volte la causa del dolore alle ginocchia può essere una sindrome da usura, altre volte sono dei muscoli non tonici, che non sono capaci di dare pieno supporto al ginocchio, quindi tutte le tensioni finiscono per colpire i legamenti e questi durante la fase di guarigione(anche da un micro-trauma) hanno sviluppato delle aderenze.
A causa del dolore, il ginocchio non viene usato con le sue massime escursioni articolari, così facendo nel tempo, restringendo sempre di più la mobilità articolare, non si fa altro che aggravare la sindrome dolorosa.La soluzione a tale problema è quella di applicare delle riduzioni manipolative Osteopatiche per scollare le aderenze: ciò riporterà libertà dal dolore e nel movimento. Il paziente sarà istruito, poi, su come rinforzare la muscolatura del quadricipite e dei muscoli della coscia per dare pieno supporto al ginocchio, evitando così di sovraccaricare nuovamente i legamenti.
Il ginocchio è la più grande articolazione del nostro corpo ed ha la funzione di sostenere l’intero peso del corpo, ha però uno svantaggio che è quello di avere bisogno di parecchio tempo per guarire da un trauma. Tutte le articolazioni per guarire più rapidamente necessitano di riposo, ma ciò non è altrettanto sufficiente per il ginocchio, perché, non appena ci si mette in piedi e s’incomincia a camminare, mettiamo tutto il peso del corpo sulle ginocchia rischiando d’ irritare nuovamente l’articolazione.
Talvolta la causa della gonalgia in una persona di mezz’età è l’usura della cartilagine dentro l’articolazione. L’elasticità della cartilagine è essenziale, poiché protegge le ossa dai costanti micro-traumi provocati dai movimenti che facilitano lo sfregamento di un osso contro l’altro.Se si osserva una cartilagine al microscopio, si nota la somiglianza con una spugna. Finchè l’articolazione non è sollecitata essa è piena di liquido: non appena avviene un movimento od una pressione il liquido scompare, come se una spugna piena d’acqua fosse spremuta. Immaginiamo ora che questo liquido, nel tempo, scompaia gradualmente, la spugna si secca e perde la sua elasticità.
I micro-traumi e gli sfregamenti ripetuti nel tempo consumano la cartilagine fino a farla scomparire lasciando l’osso direttamente esposto all’usura e deformandolo.

La conseguenza è il DOLORE!
Il dolore nella parte frontale delle ginocchia può anche essere causato da una lesione nella bassa schiena. Qualsiasi disturbo biomeccanico, a livello del nervo della terza vertebra lombare, può causare dolore alle ginocchia. In questi casi il paziente lamenta un dolore vago all’intero ginocchio, non riuscendo a localizzarlo meglio. Anche un problema all’anche può essere la causa della gonalgia, secondo le progressioni Osteopatiche.

DIAGNOSI
Una storia dettagliata del paziente viene presa dall’Osteopatia, comprendente età, occupazione, come il dolore è insorto, malattie e traumi pregressi, dopo di che si passa ad un esame posturale, ed i rispettivi test Osteopatici per valutare la salute neuro-osteo-muscolare del paziente.
La diagnosi deve essere chiara prima d’iniziare un qualsiasi trattamento osteopatico, a volte necessitano esami supplementari come TAC, RMN, Raggi X etc. L’Osteopatia terrà sempre a mente l’eventualità di una diversa causa della gonalgia tipo: gotta, ginocchio tubercolare, artrite settica, gonorrea, artrite reumatoide, artrite infettiva etc. e se ve ne fosse bisogno consiglia al paziente di consultare un collega specialista del caso.trattamento osteopatico
La riduzione manipolativa Osteopatia aiuta notevolmente il paziente affetto da gonalgia a rimettersi nella maniera più completa e rapida possibile.
La manipolazione aiuta a riguadagnare il totale movimento dell’articolzione del ginocchio ed il riallineamento delle ossa articolari libera da ogni tensione legamentosa, permettendo in tal modo una guarigione completa.
Le manipolazioni possono essere fatte sia a giovani cha ad anziani, ovviamente le tecniche verranno scelte in funzione del paziente. Tutti i casi d’osteoartrite, trauma cronico dei legamenti, ed aderenze post traumatiche possono essere trattate Osteopaticamente da mani esperte.

Il risultato sarà un evidente miglioramento nel movimento e una riduzione del dolore.

L’ALLENAMENTO DEL QUADRICIPITE
Vi è un importante e facile esercizio che il paziente con gonalgia deve seguire per rinforzare il suo muscolo quadricipite. Sebbene quest’esercizio è molto consigliato dai medici ai loro pazienti, non è mai troppa l’enfasi che viene data alla sua importanza. E’ bene innanzitutto di non esagerare con la pratica per non avere un effetto contrario.Prima di incominciare l’esercizio si misuri la circonferenza della coscia e s’impari a riconoscere la debolezza e la flaccidità del proprio muscolo quadricipite. Va ricordato che ci vuole del tempo per sviluppare una buona tonicità del muscolo non meno di 2 mesi fino ad un anno dipende dallo stato iniziale. Ed ora bisogna armarsi di costanza, ecco l’esercizio:Giacete sulla schiena tenendo la gamba tesa. Contraete fortemente i muscoli della coscia senza piegare il ginocchio, come i muscoli si contraggono vedrete salire e scendere la vostra rotula, ciò deve essere fatto per 3 minuti alla volta e ripetuto più volte al giorno possibile, in media 20 volte. Volendo questo semplice esercizio lo potete fare anche stando in piedi, facendo un po’ d’attenzione. I primi effetti s’incominceranno a vedere dopo circa 4 settimane.
CONTROLLATE IL VOSTRO PESO
Tutto il peso del vostro corpo grava sulle ginocchia e ovviamente una perdita del peso eccessivo, riduce la pressione già esistente, questo giova non solo alle ginocchia ma a tutto il sistema osteo-articolare e non solo. Non appena il vostro dolore ed infiammazione diminuiscono una leggera attività fisica è auspicabile, i famosi 10000 passi al giorno sono ottimi, senza il bisogno di corse od altro. Non esitate a chieder al vostro osteopata di fiducia dei consigli a riguardo.

lunedì 6 maggio 2013

Farina raffinata di tipo 00: "velenosa" secondo Berrino

Venerdì 3 Maggio 2013#13:53 | pubblicato da: La Redazione | nessun commento

Pane, pasta, dolci, ossia gran parte degli alimenti che assumiamo quotidianamente sono prodotti con farina bianca raffinata – tipo 00 per intenderci – un alimento  industriale privato di 2 parti fondamentali del seme del grano: la crusca all'esterno ed il germe all'interno (l'embrione).
“La farina 00 ha avuto successo, nonostante non sia buona e non sappia di niente, perché si conserva indefinitamente”. Questo il parere espresso sul tema da Franco Berrino, autorevole studioso di alimentazione e della correlazione tra questa e tumori.Il pane bianco è in effetti una scoperta abbastanza recente; introdotto negli ultimi 60 anni è frutto del progresso industriale ed economico a discapito del mantenimento delle proprietà nutrienti contenute nel frumento integrale, ricco di fibre e di tantissime sostanze contenute nella crusca e nel germe. Per esempio la vitamina E è completamente perduta con la rimozione di germe di grano e crusca; circa il 50% di tutto il calcio, il 70% di fosforo, l'80% di ferro, il 98% di magnesio, il 75% di manganese, il 50% di potassio, e il 65% del rame vengono distrutti. Tra le sostanze che vanno perse nel processo di raffinazione anche circa l’80% di tiamina, il 60% di riboflavina, il 75% di niacina, il 50% di acido pantotenico, e circa il 50% di piridossina.
Ciò che rimane della farina bianca 00 sono solo proteine di scarsa qualità e amido modificato.
“La farina 00 è il più grande veleno della storia, anche se biologica”. Così Franco Berrino definisce la famigerata e sovrautilizzata farina bianca raffinata, durante un servizio andato in onda nel 2009 nella trasmissione di Rai3 “Report”.
Ossido di azoto, di cloro e nitrosyl e perossido di benzoile: questi sono gli agenti chimici utilizzati per “sbiancare” chimicamente la farina. Un agente sbiancante, l'ossido di cloro, combinato con le proteine qualunque siano, ancora rimaste nella farina, produce allossana, un ureide dell'acido mesossalico utilizzato per generare il diabete in animali da laboratorio. L'ossido di cloro serve anche ad allungare la durata di conservazione della farina, ma non è propriamente salutare.
Spesso anche il pane che ci spacciano per integrale è in realtà farina bianca a cui aggiungono la crusca: quindi è un falso integrale che a lungo andare nuoce alla salute:

Come influisce il consumo eccessivo di farina bianca?

Più prodotti raffinati una persona mangia – soprattutto pane bianco - più insulina deve essere prodotta dall'organismo. L'insulina favorisce il deposito di grasso, il passaggio ad un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati, che può portare a malattie cardiache. Nel tempo, il pancreas diventa così carico di lavoro che la produzione di insulina si blocca, e ipoglicemia (poco zucchero nel sangue) o diabete vengono a galla.
Non è un caso che il diabete sia una delle malattie più diffuse negli ultimi decenni. Ci sono bambini che nascono già diabetici negli Usa a causa degli errori alimentari dei loro genitori e in Italia la percentuale di celiachia e intolleranza al glutine (presente nel frumento) cresce ogni anno del 10 %.
Gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati (farina bianca, pasta, lavorati, cibi devitalizzati, etc..) richiedono poco metabolismo ed entrano nel flusso sanguigno rapidamente determinando quindi un improvviso e importante aumento di zuccheri nel sangue, con conseguente produzione di insulina e “stress” del pancreas. Il risultato di tutto questo è una forte diminuzione della glicemia (solitamente entro un’ora), e una conseguente sensazione di letargia, confusione mentale, debolezza e senso falso di fame.