lunedì 24 giugno 2013

FLUORURO DI SODIO NEI DENTRIFICI

Lo sapevi che nei dentifrici c’è il Fluoruro di sodio, un prodotto tossico?

 
Sapevi che il fluoruro di sodio contenuto in diversi prodotti e alimenti è tossico? È infatti un ingrediente presente nei veleni per topi e scarafaggi, negli anestetici, nei farmaci psichiatrici (Prozac) e ipnotici e nel gas nervino.
dentifrici
Diverse scoperte scientifiche hanno rivelato che il fluoruro provoca vari disturbi mentali, danneggia la struttura ossea e peggio riduce la durata della vita.
Fluoruro di sodio. Ricerche scientifiche
I danni accertati dall’ingestione del fluoro sono: rischi al cervello, rischi per la ghiandola tiroidea, rischio per le ossa, rischi per pazienti sofferenti ai reni, ecc.
Il fluoruro si accumula nelle ossa e le rende più fragili e soggette a fratture: danneggia gli enzimi, in particolare quelli delle ossa, che contengono il 99% del fluoruro del corpo. Con gli enzimi danneggiati dal fluoruro e incapaci di produrre il collagene necessario a mantenere le ossa forti e in buona salute, esse divengono fragili e deboli.
Fluoruro di sodio. Alcune fonti contenente fluoro
Evita dunque il più possibile l’assunzione di fluoro, leggi le etichette dell’acqua in bottiglia, cerca un dentifricio senza fluoro.
Ecco alcune fonti di assunzione di fluoro:
  • chewingum
  • medicinali
  • bevande gassate (coca cola – pepsi etc…)
  • tè in bottiglia o lattina
  • gatorade
  • bastoncini di pesce (meccanicamente disossati)
  • bastoncini di pollo (meccanicamente disossati)
  • cibi cucinati in contenitori col fondo in teflon (Il fluoro è impiegato nella produzione di plastiche a bassa frizione come il teflon, e in liquidi refrigeranti come il freon.)
  • alcuni sali da cucina fluorati
  • alcuni tipi di anestetici
  • dentifricio
dentifricio
Studi scientifici dimostrerebbero che il fluoro può essere neurotossico anche per il feto a dosaggio considerati sicuri per la madre.
Infine citiamo Wikipedia stessa, che rifacendosi a fonti scientifiche afferma:
l’efficacia del fluoro nel dentifricio è messa in dubbio da alcuni chimici e studiosi di tutto il mondo, che si appellano soprattutto a un numero crescente di studi che evidenzierebbero la tossicità dei sali di fluoro, in grado di causare, con sovradosaggi minimi, delle fluorosi; rovinando le ossa ed i denti, e causando problemi al sistema nervoso e deficit cognitivi.

giovedì 20 giugno 2013

L’osteopatia è rilevante per tante patologie professionali



L’osteopatia è rilevante per tante patologie professionali
La nostra schiena è continuamente sotto stress! A questo proposito, l’osteopatia può intervenire con dei trattamenti specifici per ogni settore di attività.
Attività professionali che sono alla fonte di patologie "accumulate in silenzio" dal nostro corpo. Eccovi proposti alcuni esempi di disturbi fisici, che possono essere risolti con la manualità degli osteopati dell’Istituto Romano di Medicina Osteopatica.

Osteopatia e il lavoro d’ufficio.
Rimanere più di sette ore davanti un computer provocherà tali disturbi: intorpidimento, bruciore o formicolio, debolezza muscolare, dolore, palpitazioni, gonfiore, sensazione di rigidità, anchilosi.

Osteopatia nel settore dell’edilizia.
Per la costruzione e lavori pubblici, la partecipazione di spalle e schiena è molto richiesta, e come conseguenza le seguenti condizioni patologiche: sciatica, tendinite della cuffia dei rotatori, borsiti, gomito del “tennista”, sindrome del tunnel carpale, tendiniti del tendine di Achille.

Osteopatia nel settore agricolo.
In questo settore, in continuo fermento, più  del 95 % dei lavoratori soffre di disturbi periarticolari e  vertebrali (spesso lombare), problemi di respirazione, meccanismo allergico, lesioni meniscali croniche.

Il corpo sentirà una fase silenziosa di accumulo di tensione e lancia un’ allarme quando queste tensioni diventano più evidenti, più sconfortevoli e costanti. Identificando l’origine fisica dei vari problemi riguardanti le condizioni di lavoro, l’osteopata col suo intervento manuale delicato ripristinerà il corretto funzionamento del corpo e permetterà al paziente di riadattarsi all’ambiente

lunedì 17 giugno 2013

OSTEOPATIA - L’importanza della cura osteopatica



OSTEOPATIA - L’importanza della cura osteopatica
La prevenzione e le soluzioni a lungo termine sono i principi fondamentali dell’osteopatia.

La capacità di individuare i bisogni del paziente, la consulenza e l’informazione offerte dall’osteopata permettono al paziente di migliorare il suo stato di salute in modo rilevante.

La chiave basilare è la consapevolezza del paziente e del suo stato di salute.

Alcune delle potenzialità della pratica professionale osteopatica sono il riequilibrio delle funzioni neuro-muscolo-scheletriche e il ristabilirsi della mobilità dei differenti sistemi del corpo (linfatico, nervoso e circolatorio), in modo da migliorare la loro interazione e regolazione, e di ripristinare l’integrità strutturale e la continuità dei fluidi.

Uno degli scopi del lavoro osteopatico è quello di ristabilire l’equilibrio perso, agendo sui punti deboli.

Prendendo in esame la condizione di salute di ogni persona, l’osteopata sviluppa un programma specifico di trattamento più adatto. I consigli per uno stile di vita sano sono un elemento determinante per favorire l’equilibrio del sistema di regolazione naturale dell’organismo. Infatti, l’osteopata suggerisce anche la corretta postura da adottare e lo stile nutrizionale da seguire.

La conoscenza dell’anatomia e della fisiologia umana permette all’osteopata di stabilire delle correlazioni tra le cause dei fastidi del paziente ed i sintomi che si manifestano. L’osteopata si avvale di un suo preciso metodo di analisi e, successivamente, di intervento, utilizzando una serie di tecniche manipolative molto precise. Nel corso della sua formazione e della sua professione, acquista una sempre maggiore sensibilità tattile, che gli permette di diagnosticare i problemi del paziente prima che si manifestino, evitando la comparsa del dolore e prevenendo le lesioni che possono causare un peggioramento nelle prestazioni atletiche o professionali.

Un consulto osteopatico effettuato almeno una volta l’anno permette al paziente di tenere sotto controllo il proprio stato di salute, prevenendo eventuali problemi prima che il dolore si manifesti o che si presenti in forma acuta.

venerdì 14 giugno 2013

PREVENIRE CON L'OSTEOPATIA



Prevenire con l’osteopatia
Mal di schiena, dolori all’anca, cervicalgie sono solo alcune delle problematiche di cui chiunque può soffrire. Questi fastidi, che possono anche rendere impossibili alcuni movimenti, non colpiscono solo gli anziani, ma persone di tutte le età. Un atleta professionista o un lavoratore sedentario possono soffrirne a causa di posture o di movimenti sbagliati. Il compito dell’osteopata è l’individuazione ed il trattamento delle problematiche in atto e dei punti deboli del paziente. La capacità di individuare la malattia molto prima che il fastidio diventi intollerabile comporta un grande risparmio di tempo. L’osteopata è in grado, infatti, di prevenire le lesioni che possono generare la diminuzione e, nei casi più gravi, l’incapacità delle prestazioni atletiche o professionali. E’ molto meglio prevenire piuttosto che curare.

Come si va dal dentista per il controllo annuale, così è indicato consultare l’osteopata almeno una volta l’anno per un check-up preventivo, anche se il dolore non si è ancora manifestato. Il suo strumento di lavoro è la mano, nel corso della sua formazione impara continuamente a migliorare la sua sensibilità al tocco. Grazie alla sua conoscenza dell’anatomia e della fisiologia umana, è in grado di individuare le correlazioni esistenti tra cause e sintomi, diagnosticando numerosi problemi prima che si manifestino.

La prevenzione e le soluzioni a lungo termine sono i fondamenti dell’osteopatia. Il principio essenziale è la consapevolezza del paziente e del suo stato di salute. La capacità di ascolto, la consulenza e l’informazione offerte dall’osteopata permettono al paziente di migliorare in modo significativo la sua salute. Le correzioni e le tecniche utilizzate dall’osteopata hanno un effetto positivo sui sistemi circolatorio, linfatico e nervoso ed aiutano il corpo a ritrovare l'equilibrio perso. Inoltre, la combinazione di consigli nutrizionali e di suggerimenti posturali favoriscono il benessere totale del paziente.

giovedì 13 giugno 2013

l'osteopatia durante la gravidanza



Durante la gravidanza, la donna dovrebbe regolarmente essere seguita dall’osteopata?
Si, per due ragioni molto importanti.
La prima è che l’utero, il “Muscolo”, mantenuto da tre legamenti importanti (legamenti rotondi, utero sacrali e larghi), deve crescere regolarmente nello spazio addominale. Questi legamenti sono inseriti nello scheletro osseo del bacino e non devono, con la loro tensione, impedire la crescita fisiologica dell’utero, che significherebbe un eventuale compressione e sofferenza intra uterina del feto.
La seconda ragione riguarda la vascolarizzazione dell’utero. Diversi studi hanno prospettato che un problema di vascolarizzazione uterina potrebbe facilitare un’ eventuale interruzione di gravidanza.
La soluzione, per evitare la compressione dell’utero e migliorare la sua vascolarizzazione, è di conservare la mobilità delle strutture musculo-articolari del bacino con l’aiuto dell’osteopatia.
Questi trattamenti devono essere effettuati almeno 1/2 volte al mese;  dal 3zo mese di gravidanza a due settimane dalla data prevista del parto e sempre sotto osservazione del ginecologo di fiducia.
Le tecniche osteopatiche utilizzate  sono sempre “dolci” e sono programmate anche  per preparare la donna verso un parto naturale.

mercoledì 12 giugno 2013

ETICA DEL MEDICO CHI SECONDO VOI RISPECCHIA IN PIENO IPPOCRATE?

Etica del medico

Se da una parte la mancanza di qualsiasi vincolo legislativo ha reso possibile lo sviluppo rapido della ricerca medica, d'altra parte essa sposta la riflessione anche sui doveri morali del medico. In diversi passi delle opere di Ippocrate egli insiste sull'esigenza che il medico conduca una vita regolare e riservata, non speculi sulle malattie dei pazienti ma anzi li curi gratuitamente se bisognosi, stabilisca un legame di sincerità con i malati. Il testo più celebre che codifica l'etica medica è però il giuramento (ancor oggi in uso), in cui vengono enumerati i princìpi fondamentali che deve seguire chi esercita questa professione: diffusione responsabile del sapere, impegno a favore della vita, senso del proprio limite, rettitudine e segreto professionale.

Vaccino contro il tetano: inutile e dannoso

Vaccino contro il tetano: inutile e dannoso

Quello contro il Tetano è uno dei 4 vaccini obbligatori in Italia. Fonti autorevoli invitano ad interrogarsi sulla reale necessità di vaccinare i bambini con l’antitetanica per una serie di motivi, elencati di seguito, che vale la
 pena leggere.
Roberto Gava ed Eugenio Serravalle, due dei maggiori esperti in Italia sugli effetti delle vaccinazioni nella prima infanzia, spiegano ciò che c'è da sapere sul tetano nell'opuscolo Vaccinare contro il tetano? Indicazioni, non indicazioni e controindicazioni della vaccinazione.
Ecco alcuni dei punti importanti:
  1. Il germe del tetano non si trova in nessun oggetto appuntito o arrugginito ma è più probabile trovarlo in oggetti o terreni che sono stati a contatto con il letame di mucche e cavalli (l'habitat della spora tetanica), quindi in pochissimi luoghi, almeno nei Paesi Occidentali. Si legge infatti nello studio epidemiologico sul tetano in Italia - pubblicato sul Bollettino epidemiologico nazionale nel marzo 2002 e realizzato dall'Iss e dal Programma di formazione europeo di epidemiologia di campo (Epiet) - che “Il tetano è una malattia infettiva acuta, la cui sintomatologia è provocata dall'azione dell'esotossina prodotta durante la proliferazione di Clostridium tetani, ampiamente distribuito nelle feci degli erbivori” (soprattutto dei cavalli).
  2. Il bacillo del tetano non è un germe di per se stesso pericoloso, ma è pericolosa la tossina che produce e che non viene prodotta in presenza di ossigeno. Ecco perché la prima terapia antitetanica è il corretto trattamento delle ferite, è un bacillo che si sviluppa solo in ambiente anaerobio. Quindi basta quasi sempre lavare la ferita tenendola aperta e disinfettandola con acqua ossigenata, estraendo ovviamente l'oggetto appuntito.
  3. E' una malattia da 20 anni ormai rarissima nel nostro Paese e guaribile nell'80-90% dei casi.
  4. Colpisce quasi esclusivamente anziani (99%) e altre persone con sistema immunitario fortemente indebolito.
  5. Il calo della malattia tetanica avvenuto in questi ultimi decenni non pare essere stato influenzato molto dal vaccino, ma specialmente dalle migliorate condizioni igienico-sanitarie della popolazione e dai più efficaci interventi di pronto soccorso in caso di ferite a rischio.
  6. La vaccinazione non garantisce affatto la protezione assoluta e inoltre, quando e se la dà, lo fa solo per qualche anno. Questo significa che per essere "sicuri" dovreste vaccinarvi tutta la vita ogni 3-5 anni.
  7. Nel campo della protezione immunologica c'è ancora molta strada da fare, non è stato affatto dimostrato inequivocabilmente che anticorpi elevati nel sangue per un determinato microbo significhino protezione dalla malattia che questo potrebbe provocare. Gli stessi cavalli superimmunizzati da cui si produce il siero antitetanico spesso muoiono di tetano! Esistono Stati in cui una persona non ha nessun anticorpo e non si ammala e Stati in cui si hanno anticorpi specifici e ci si ammala comunque. Questo significa che produzione di anticorpi non significa affatto protezione dalla malattia e viceversa.
  8. La letteratura scientifica fornisce molti dati sulla presenza di un'adeguata immunità naturale contro il tetano; cioè molti soggetti, anche bambini piccoli, presentano una quantità protettiva di anticorpi antitetanici pur non essendo mai stati vaccinati.
  9. Se proprio si volesse vaccinare, prima di una vaccinazione antitetanica, allo scopo di evitare i gravi pericoli dell'iperimmunizzazione che apre la strada ad una moltitudine di danni da vaccino antitetanico, si consiglia il dosaggio degli anticorpi plasmatici contro il tetano. Tuttavia Il nostro Ministero della Salute ha stabilito che va considerato come protettivo un tasso plasmatico dieci volte maggiore a quello proposto dagli studi scientifici internazionali (superiore a 0,1 UI/ml invece di 0,01 UI/ml), in questo modo risultano non protetti anche molti soggetti adeguatamente protetti.
  10. Il TETANO non è una malattia infettiva!! NON si può trasmettere da una persona all'altra!
  11. Per ridurre il pericolo di reazioni gravi alla vaccinazione antitetanica il vaccino è stato notevolmente diluito, rendendolo clinicamente inefficace. Nonostante ciò le complicazioni possibili dopo l'inoculazione sono le seguenti: febbre elevata, dolori, formazione ricorrente di ascessi, danni al nervo dell'orecchio interno, neuropatia demielinativa (demielinizzazione condizione degenerativa del sistema nervoso), shock anafilattico e perdita di coscienza.
Tuttavia, allo stato dei fatti In Italia, la vaccinazione antitetanica è stata resa obbligatoria dal 1938 per i militari, dal 1963 per i bambini nel 2° anno di vita e per alcune categorie professionali considerate più esposte a rischio di infezione (lavoratori agricoli, allevatori di bestiame, ecc.). Dal 1968 la somministrazione è stata anticipata al 1° anno di vita e il calendario vaccinale vigente prevede la somministrazione di tre dosi al 3°, 5° e 11°-12° mese di età (vedi calendario vaccinale del Ministero della Salute)..
Al ciclo di base fanno seguito due dosi di richiamo, rispettivamente al 5°-6° anno di vita e fra gli 11 e i 15 anni; ulteriori dosi di richiamo sono raccomandate a cadenza decennale. A livello nazionale le coperture vaccinali entro 2 anni di età sono molto elevate benché ad oggi, in Italia, i casi di tetano sono nell'ordine delle 90 unità all'anno, di cui l'85% sopra i cinquant'anni. Queste cifre sottolineano l'inopportunità di milioni di dosi di vaccino iniettate su neonati, sui quali il pericolo di tetano ha valenza zero.
E' evidente come i casi aumentino con l'avanzare dell'età. A confermare questo dato, un altro documento importante, il Report 2008 dell'European CDC, l'Annual epidemiological report on communicable diseas in Europe 2008 che, a pag. 276 riporta: "il Tetano è un'infezione che riguarda classicamente l'età avanzata (Tetanus occurs classically in older individuals with waning immunity)".
Ma il dato più sconvolgente è che negli anni 2001-2006 dai dati dell'ISS, un'incidenza dell'infezione da tetano nella popolazione prevalentemente non vaccinata è pari a 2,5 casi per milione (263 casi su 106 milioni di soggetti non vaccinati): http://www.epicentro.iss.it/problemi/tetano/epid.asp. Invece il rischio di vita o invalidità permanente, così come riportato dal rapporto dell'ISS Sorveglianza post-marketing delle vaccinazioni nei primi due anni di vita (1999-2004) é 3,7 su 1 milione.
In conclusione il caso del tetano è una chiara dimostrazione di come le politiche sanitarie che riguardano le vaccinazioni non tengono in considerazione proprio quei dati e quelle statistiche che i servizi informativi ed epidemiologici forniscono, ma sostengono solo la difesa inconsulta e insensata degli interessi, culturali ed economici, di quanti operano in questo settore.